Mostre d’arte

 

 

Corte Eremo è anche la sede di una ricca collezione d’arte contemporanea come pure di mostre temporanee che normalmente iniziano nei mesi di aprile/maggio e terminano nei mesi di ottobre/novembre. Le opere esposte sono di solito, ma non sempre, figurative ed esclusivamente di artisti stranieri, con l’unica eccezione dei lavori dello scultore italiano Francesco Roviello. IMG_4622La collezione comprende oltre 200 disegni e dipinti dei seguenti artisti: Wilhelm Bronner, Germania; Elizabeth Cope, Irlanda; Maria Gorton, Australia; Pavlos Habidis, Grecia; Rodney Harden, Stati Uniti; Marina Kapilova, Bielorussia; Wonsook Kim, Corea; Maria Thérèse Marrel, Francia; Dina Petrillo, Stati Uniti; Francesco Roviello, Italia; William Utermohlen, Stati Uniti; Albina Voronkova, Russia; Gürhan Yücel, Turchia; Juri Zurkan, Ucraina.


Attualmente è in corso l’esposizione “Poetry of Yesteryear – Sven Fennema a Corte Eremo” allestita nelle cantine della villa. La mostra resterà aperta fino a giovedì 31 ottobre 2013.

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Sven Fennema – Xanten, Germania, 1981

Per oltre vent’anni sono rimasto completamente indifferente alla maggior parte dei fotografi contemporanei che esibiscono nelle gallerie e nei musei. Ero piuttosto sicuro fino a quest’anno, quando ho visto i lavori di Sven Fennema, che non avrei mai né collezionato né organizzato mostre di fotografie. Ovviamente ci sono eccezioni, ma mi sembra che, come regola generale, più la tecnologia avanza, più la poesia sfiorisca e muoia. Tutti sembrano possedere una macchina fotografica costosa e complicata. La maggior parte delle persone probabilmente non legge nemmeno tutto il manuale delle istruzioni. Anche senza esperienza, idee o attenzione ai dettagli, il loro hobby del fine settimana o delle vacanze sfortunatamente diventa qualcosa di più ed è proprio allora che iniziano a prendersi troppo seriamente. Alcuni hanno addirittura il coraggio di definirsi fotografi! Per piacere, gente: c’è bisogno di molto di più dell’attrezzatura!

Sven Fennema è giovane e modesto, ma è davvero un fotografo eccezionale. Perché lo dico? Perché dietro ad ogni fotografia c’è un’idea e l’occhio di un artista. Guardando le immagini da lui realizzate si nota immediatamente che esse sono composte in maniera così perfetta da sembrare dipinte con una cura estrema. I colori e la luce sono splendidi. Ovviamente non siamo di fronte al lavoro di un principiante che armeggia con un’attrezzatura costosa o di un dilettante che trucca le proprie incurie e imprecisioni “migliorando e correggendo” in continuazione le immagini con i programmi di fotoritocco. Fennema ha viaggiato per tutta Europa, fotografando edifici tra cui fabbriche, scuole, cimiteri, ville, castelli, ormai totalmente abbandonati ma permeati di storia e di una bellezza profonda e persistente.

Sarebbe disonesto non ammettere che trovo il lavoro di Fennema particolarmente toccante dopo aver vissuto l’esperienza della perdita della mia precedente casa, il Castello di Galeazza, durante il terremoto nel maggio dello scorso anno. Mentre mi sforzo di trovare di nuovo un equilibrio, queste immagini mi aiutano a vedere che qualcosa rimane anche dopo che le persone se ne sono andate. Gli spiriti rimangono. Queste opere mi rassicurano sul fatto che anche le rovine non sono morte, ma riposano e scivolano lentamente nella terra, e noi tutti le ritroveremo un giorno. Quasi tutte le immagini di ruderi che ho visto, scattate da Sven Fennema, sono per me di una bellezza commovente, la stessa emozione che provo quando ascolto un’aria di Donizetti o di Bellini cantata da Mariella Devia.

Clark Lawrence